{"id":1144,"date":"2020-08-27T16:10:07","date_gmt":"2020-08-27T14:10:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1144"},"modified":"2020-08-27T16:41:09","modified_gmt":"2020-08-27T14:41:09","slug":"pastorale-digitale-esperienza-del-tempo-del-lockdown-necessita-su-cui-discernere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/08\/27\/pastorale-digitale-esperienza-del-tempo-del-lockdown-necessita-su-cui-discernere\/","title":{"rendered":"Pastorale digitale: esperienza del tempo del lockdown, necessit\u00e0 su cui discernere"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fortunato Ammendolia, <em>responsabile della Comunicazione del COP, informatico<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Durante la chiusura \u201cforzata\u201d causata dal lockdown c\u2019\u00e8 stato \u00absmarrimento\u00bb, ci si \u00e8 sentiti \u00abimpreparati\u00bb. Da subito l\u2019interrogativo \u00e8 stato quello di come essere presenza che ha sapore di Vangelo in una notte di tempesta che ti costringe a stare in casa. Cos\u00ec, una comunicazione mediata, digitale, della quale fino a quel momento si era fatto un uso marginale \u00e8 divenuta improvvisamente opportunit\u00e0 di reale prossimit\u00e0. I social media non sono stati utilizzati solamente per trasmettere celebrazioni eucaristiche, o momenti di preghiera, in quella che era l\u2019esigenza di riconoscersi appartenenti ad un\u2019unica fede, ma anche per promuovere solidariet\u00e0, organizzare opportunamente volontariato; attraverso il digitale ci \u00e8 giunto reale \u2013 sottolineo \u00abreale\u00bb il grido dell\u2019uomo. Rimarr\u00e0 fissa nelle nostre menti, e a memoria nella storia, l\u2019immagine di una piazza San Pietro vuota con papa Francesco in preghiera, e sullo sfondo il crocifisso ligneo e l\u2019immagine della Salus Populi Romani: nella sera di quel venerd\u00ec 27 marzo, la potenzialit\u00e0 della Rete ha portato tanti uomini e donne in cerca di un senso \u00abai piedi\u00bb di quella croce, in quel sagrato dove \u2013 si pu\u00f2 affermare \u2013 \u00e8 risuonato \u00abonlife\u00bb, cio\u00e8 contemporaneamente nel mondo reale e in quello digitale, il grido dell\u2019uomo credente: \u00abSvegliati, Signore\u00bb. Ma \u00e8 risuonata pure la parola del Figlio di Dio, incoraggiante: \u00abVoi non abbiate paura\u00bb.<\/p>\n<p>I<em> punti di forza e i punti di debolezza in questo cambiamento che c\u2019\u00e8 stato nella pastorale digitale sono numerosi. <\/em>Ne traccio alcuni. Parler\u00f2 in positivo, anche nell\u2019esporre i punti di debolezza. Occorre, infatti, incominciare ed essere consapevoli che la pastorale digitale solleva anche delle criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Il lockdown ha permesso di fare esperienza di pastorale digitale quale tecnologia di comunit\u00e0, ovvero un\u2019opportunit\u00e0 per (ri)conoscersi, sentirsi parte \u201ccurata\u201d \u2013 pure a distanza fisica \u2013 di una comunit\u00e0 credente. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto anche in comunit\u00e0 piccole, e non sempre in situazioni ottimali in quanto a strumenti e connessione. In modo particolare, con la messa mattutina in Santa Marta si \u00e8 fatta quotidiana esperienza di Chiesa universale \u201cvisibilmente\u201d, direi \u201cemotivamente\u201d, \u201cvisceralmente\u201d accompagnata da papa Francesco. Il papa si \u00e8 fatto prossimo.<\/p>\n<p>Occorre essere Chiesa nel digitale, anzitutto in ascolto; una Chiesa che non ha sempre la pretesa di dare risposte, ma le cerca con l\u2019uomo nella sua situazione di vita.<\/p>\n<p>Il ricordo del lockdown, con le sue ricadute pastorali, si spera scoraggi nella vita di una comunit\u00e0 frasi come: \u00abSi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec!\u00bb, consci che l\u2019imprevedibile sopraggiunge e ci cambia.<\/p>\n<p>Per il confronto a distanza si sono scoperte piattaforme di intelligenza collaborativa, per mettere insieme idee ed operare scelte. Grazie ad opportune piattaforme non \u00e8 mancata la coralit\u00e0 in canto, con concerti realizzati in connessione ciascuno dalla propria abitazione. Tutto ci\u00f2 apre ad una possibilit\u00e0 di formare e attingere contributi non in presenza; modalit\u00e0 su cui fare opportuno discernimento.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre pi\u00f9 evidente che abbiamo bisogno di strutturare piattaforme dove ci sia qualit\u00e0 di vita cristiana, per non saturare la rete di \u201cinformazioni\u201d religiose non sempre accurate contribuendo alla cosiddetta infodemia.<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 allora il futuro della pastorale digitale nell\u2019azione della Chiesa? <\/em>Mi piace rispondere partendo da una affermazione di Ges\u00f9, che possiamo considerare \u201cicona biblica\u201d per una progettualit\u00e0 del tempo a venire. Nel vangelo di Matteo leggiamo: \u00abPer questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche\u00bb. In questo versetto che conclude il capitolo 13 del vangelo di Matteo &#8211; e cito un passaggio di un\u2019omelia tenuta nel 1990 dall\u2019allora arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini &#8211; \u00aboccorre notare l\u2019ordine delle parole di Ges\u00f9: cose nuove e antiche, non cose antiche e nuove. Sono nuove, ma pure antiche, perch\u00e9 c\u2019 e\u0300 la ricchezza interiore dello Spirito di Dio che permette di uscire dai binari usati, stanchi, dell\u2019agire [\u2026] per dire qualcosa di autentico, di serio, di nuovo, che e\u0300 ancora la verit\u00e0 di prima nella quale si riconosce l\u2019unico mistero di Dio rivelato, una volta per sempre, in Ges\u00f9 Cristo\u00bb. La Chiesa, quindi, non pu\u00f2 che fare tesoro delle novit\u00e0 nel suo agire sperimentato nel tempo di lockdown, e quindi discernere anche sull\u2019abitare il continente digitale. La pastorale digitale, infatti, non \u00e8 una pastorale altra, o d\u2019\u00e9lite, o di un gruppo ristretto o di tecnici: essa \u00e8 parte integrante della missione della Chiesa nell\u2019oggi; ricade nell\u2019accogliere la sfida di annunciare il Vangelo in quest\u2019epoca caratterizzata dallo sviluppo e dalla diffusione di tecnologie digitali e da una connettivit\u00e0 pervasiva di dispositivi che finiscono con il \u201crivestire\u201d l\u2019uomo, la natura, gli oggetti. Le ricadute come sappiamo sono molteplici. Riflessione e prassi in ambito di pastorale digitale aiuteranno a (ri)comprendere nell\u2019oggi una pastorale che \u00e8 pur sempre fatta di Celebrazione, Catechesi, Carit\u00e0; la particolare intersezione della pastorale digitale con ciascuna di queste dimensioni costitutive la vita della Chiesa, porter\u00e0 di certo anche ad una riscoperta della loro natura propria. \u00c8 il caso di dire \u00absaper trarre fuori dal tesoro della tradizione, restando fedeli a essa, novit\u00e0 coraggiose\u00bb.<\/p>\n<p>Lo diciamo nel giorno in cui la liturgia fa focus su Chiara d\u2019Assisi, che abbracci\u00f2 la novit\u00e0 di consacrarsi a Cristo con il linguaggio della povert\u00e0 proposto da Francesco. Chiara come sappiamo \u00e8 patrona della televisione e delle telecomunicazioni: secondo la tradizione, Chiara costretta a letto a causa delle sue infermit\u00e0, nel giorno di Natale ebbe una visione della messa e nel momento della comunione, le fece visita un angelo dandole la possibilit\u00e0 di comunicarsi all\u2019ostia consacrata.<\/p>\n<p><em>Contributo tratto dall\u2019intervista di Federico Piana a Fortunato Ammendolia, Radio Vaticana, 11 agosto 2020, rubrica su podcast: \u201cLa finestra del papa\u201d, seconda parte. Scaricabile su https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/podcast\/rvi-programmi\/la-finestra-del-papa\/2020\/08\/la-finestra-del-papa-seconda-parte-11-08-2020.html\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Per gentile concessione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fortunato Ammendolia, responsabile della Comunicazione del COP, informatico Durante la chiusura \u201cforzata\u201d causata dal lockdown c\u2019\u00e8 stato \u00absmarrimento\u00bb, ci si \u00e8 sentiti \u00abimpreparati\u00bb. 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