{"id":1141,"date":"2020-08-27T16:06:12","date_gmt":"2020-08-27T14:06:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1141"},"modified":"2020-08-27T16:40:29","modified_gmt":"2020-08-27T14:40:29","slug":"ru486-ovvero-laborto-fai-da-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/08\/27\/ru486-ovvero-laborto-fai-da-te\/","title":{"rendered":"RU486: ovvero l\u2019aborto \u00abfai- da-te\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Olimpia Tarzia, <em>bioeticista, Presidente del Movimento PER (Politica Etica Responsabilit\u00e0)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attuale situazione problematica e preoccupante dal punto di vista sanitario a causa dell\u2019emergenza Covid, il Ministro della salute non trova di meglio che occuparsi dello sdoganamento dell\u2019aborto fai da te, sulla pelle dei bambini e delle donne e attraverso una direttiva annuncia nuove linee guida per l\u2019uso della RU 486 in day hospital senza obbligo di ricovero. Un aborto a domicilio, insomma, in barba alla stessa, ingiusta, legge 194 e fino a 9 settimane dal concepimento, senza alcun controllo medico. Una decisione che, oltre che, naturalmente, sopprimere una piccola vita umana, lascer\u00e0 la donna ancora pi\u00f9 sola di fronte ad una gravidanza inattesa o indesiderata, esponendola oltretutto a gravi rischi per la sua salute fisica e psichica.<\/p>\n<p>La motivazione addotta? \u00abL\u2019interruzione della gravidanza sar\u00e0 cos\u00ec indolore, semplice, sicura\u00bb! <em>Indolore?<\/em> L\u2019espulsione avviene a seguito di dolorosissime contrazioni indotte dalla sostanza. <em>Semplice?<\/em> La donna abortisce da sola nel bagno di casa e ha sotto gli occhi la conseguenza del suo gesto: un feto a nove settimane \u00e8 gi\u00e0 formato, con mani e dita, gambe, braccia, occhi, orecchie, bocca. Tutti i principali organi interni, compresi cuore, polmoni, reni, ed intestino, sono gi\u00e0 nella loro posizione e si stanno sviluppando, come pure i muscoli. Il cuore \u00e8 gi\u00e0 diviso in quattro cavit\u00e0. Da sapere che per l\u2019espulsione possono volerci settimane e non si sa quando si verifica.<\/p>\n<p><em>Sicura?<\/em> L\u2019aborto chirurgico \u00e8 10 volte meno pericoloso: l\u2019insorgenza di gravi emorragie a seguito della RU486 non \u00e8 affatto infrequente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora questo accanimento contro la vita e contro le donne? Un ticket da pagare al furore ideologico delle veterofemministe? O \u00absolo\u00bb ignoranza dell\u2019evidenza scientifica?<\/p>\n<p>In un caso o nell\u2019altro \u00e8 inaccettabile.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio come si sia arrivati a questo punto \u00e8 necessario ripercorrere il nefasto cammino della RU486 e fare chiarezza per squarciare il fitto velo di equivoci, di menzogne e di inganni che la ha accompagnata, come sempre ha accompagnato gli ultimi terribili attacchi alla vita da parte di una certa ideologia utilitaristica, \u00a0fortemente presente nel nostro Paese, abile a presentare devastanti derive etiche ed umane come <em>battaglie di civilt\u00e0.<\/em> Tra il 2006 e il 2007 la RU486 gi\u00e0 si utilizzava in alcune regioni previo acquisto della sostanza all\u2019estero (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, per un totale di 2161 casi) alcune gi\u00e0 con protocollo day hospital. L\u2019allora ministro della salute, Francesco Storace, ne ferm\u00f2 l\u2019iter a seguito del caso di una donna che, assunta la prima pillola nell\u2019ospedale S. Anna di Torino, fu mandata a casa per proseguire l\u2019aborto e stava lasciandoci la pelle per emorragia.<\/p>\n<p><strong>Come agisce l\u2019RU486<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto, cos\u2019\u00e8 l\u2019RU 486? La sigla deriva dall\u2019etichettazione della molecola 38486 (sintetizzata dal chimico George Teutsch, direttore di ricerca della Roussel Uclaf) unito al nome della ditta francese produttrice, la stessa Roussel Uclaf.<\/p>\n<p>Vanno subito chiariti gli aspetti terminologici: <em>non \u00e8 un farmaco<\/em>, visto che, nella lingua italiana e nella terminologia medico-scientifica, \u00abun farmaco pu\u00f2 essere utilizzato o somministrato allo scopo di ripristinare, correggere, modificare funzioni fisiologiche\u00bb, insomma, anche nel sentire comune, un farmaco, normalmente, si assume per curare patologie: oggettivamente non \u00e8 il caso dell\u2019RU486. Inoltre, la gravidanza non \u00e8 una malattia e il figlio non \u00e8 un virus. Dobbiamo dunque chiamarla col suo nome: una sostanza chimica che ha come scopo, dichiarato e diretto, la soppressione di un essere umano. La sua somministrazione, (posticipata dal ministro Speranza fino a nove settimane, provoca infatti un aborto. Tecnicamente \u00e8 un <em>contragestativo<\/em>, cio\u00e8 esplica la sua azione abortiva quando l\u2019embrione \u00e8 gi\u00e0 annidato in utero. Non va confusa, dunque, con la pillola del giorno dopo (che, come sappiamo, \u00e8 da anni in vendita nelle farmacie) che \u00e8 un <em>intercettivo<\/em>, cio\u00e8 intercetta l\u2019embrione per distruggerlo nel suo percorso lungo la tuba verso l\u2019utero.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente, comunque, che entrambi, RU486 e pillola del giorno dopo, sono strumenti di morte e per quel bambino l\u2019effetto \u00e8 identico: non potr\u00e0 mai nascere!\u00a0La modalit\u00e0 di azione dell\u2019RU486 \u00e8 perversa perch\u00e9 studia <em>la logica della vita<\/em> per trasformarla in <em>logica di morte<\/em>.<\/p>\n<p>Sappiamo che sin dal concepimento esiste un dialogo, di natura biochimica e ormonale, tra madre e figlio; \u00e8 grazie a quel dialogo che, appena concepiti, pur avendo un DNA diverso, non siamo stati aggrediti e distrutti dal sistema immunitario materno; \u00e8 ancora grazie a quel dialogo che al momento dell\u2019annidamento in utero siamo stati guidati verso il sito pi\u00f9 adatto e accogliente. Questo dialogo \u00e8 fitto e costante durante tutta la gravidanza. In particolare, nelle prime settimane, anzich\u00e9 atrofizzarsi, il corpo luteo (che si forma nell\u2019ovaio in seguito alla rottura del follicolo che ha liberato l\u2019ovulo) si conserva e si ingrandisce grazie a un ormone, la gonadotropina corionica umana (HCG), secreto dalla placenta del bambino. Il corpo luteo, in risposta, produce il progesterone, ormone che sostiene e protegge la gravidanza. Tale ormone, per\u00f2, per attivarsi e svolgere la sua funzione, ha bisogno di fissarsi a dei recettori materni situati nella parete dell\u2019utero materno. Per comprenderne meglio il meccanismo possiamo immaginare le molecole del progesterone come delle chiavi che, per funzionare, devono introdursi in altrettante serrature, rappresentate dai recettori materni. L\u2019RU486 \u00absimula\u00bb di essere il progesterone, con la differenza che \u00e8 molto pi\u00f9 veloce e affine ai recettori materni, cosicch\u00e9, quando il progesterone del bambino raggiunge le serrature, le trova gi\u00e0 tutte occupate dalle \u00abfinte\u00bb chiavi dell\u2019RU486. La conseguenza \u00e8 il crollo del livello del progesterone, tale da provocare l\u2019aborto.<\/p>\n<p><strong>RU486: un trauma terribile<\/strong><\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che <em>l\u2019aborto chimico non \u00e8 affatto meno traumatico dell\u2019aborto chirurgico<\/em> e cercher\u00f2 di seguito, di portare le ragioni a fondamento di questa affermazione.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio dov\u2019\u00e8 l\u2019ennesimo inganno di chi diffonde queste affermazioni \u00e8 necessario un approfondimento. Sia la pi\u00f9 autorevole rivista medica NEJM, <em>New England Journal of Medicine, <\/em>che il \u00a0<em>New York Times<\/em>, hanno pubblicato numerosi articoli e inchieste relativamente ai pesanti effetti collaterali della pillola abortiva: le morti da aborto chimico \u00a0sono 1 su 100.000, rispetto a quelle per aborto chirurgico registrate nello stesso periodo della gravidanza: 0,1 su 100.000<strong>.<\/strong> Una mortalit\u00e0 dieci volte maggiore, quindi, nel caso della pillola abortiva. <em>Ventinove donne nel mondo sono morte a seguito di somministrazione della RU486<\/em>, forse per i suoi sostenitori non sono ancora abbastanza. Il dato \u00e8 contenuto nella relazione che l\u2019azienda produttrice della pillola, la Exelgyn, invi\u00f2 al ministero della salute, il quale a sua volta lo inoltr\u00f2 al comitato tecnico-scientifico dell\u2019Aifa. Quest\u2019ultimo, come sappiamo, si espresse favorevolmente sulla commercializzazione della RU486\u2026 Le morti sono causate dall\u2019infezione da <em>Clostridium sordelli,<\/em> un batterio che agisce senza dare particolari sintomi premonitori.<\/p>\n<p>Dai suoi fautori l\u2019aborto tramite RU486 viene definito meno traumatico dell\u2019aborto chirurgico (qualcuno lo definisce <em>aborto dolce \u2026<\/em>.<em>! <\/em>Una triste consonanza con la<em> dolce morte\u2026<\/em>.) ma non \u00e8 affatto cos\u00ec. Infatti, a parte i gi\u00e0 menzionati rischi per la salute fisica e la vita stessa della donna, sul piano psichico si \u00e8 rivelata devastante. La modalit\u00e0 di azione \u00e8 la seguente: la donna assume una pillola di mifepristone (l\u2019RU486) che, bloccando il progesterone, uccide il feto in grembo. Dopo 48 ore assume la seconda pillola, il misoprostol (Cytotec, farmaco normalmente utilizzato per patologie gastriche), che provoca contrazioni molto dolorose (servono gli antidolorifici) tese ad espellere, attraverso abbondanti emorragie, il feto morto.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: chi afferma che tutto ci\u00f2 non \u00e8 traumatico, o non sa di cosa sta parlando o \u00e8 ideologicamente accecato.<\/p>\n<p>Nell\u2019aborto chirurgico la donna delega, appunto al chirurgo, l\u2019intervento sul suo bambino, spesso \u00e8 in anestesia totale; ben diverso dall\u2019essere lei stessa protagonista della morte del proprio figlio, ingoiando due pillole che sa essere mortali per il suo bambino, (ma spesso non sa essere dolorosissime e pericolose per se stessa): \u00e8 proprio lei\u00a0 che ne procura direttamente la distruzione e la sperimenta sulla propria pelle. Vive l\u2019aborto <em>in diretta<\/em>, sapendo di averlo procurato con le sue stesse mani. Semplici conoscenze di psicologia elementare evidenziano che questo, dal punto di vista di \u00abelaborazione del lutto\u00bb, rappresenta un trauma terrificante.<\/p>\n<p><strong>RU486 e violazione della legge 194\/78<\/strong><\/p>\n<p>La decisione del ministro Speranza \u00e8 in piena violazione della 194, ove si legge chiaramente che al consultorio la donna deve ricevere informazioni attraverso un colloquio <em>teso a rimuovere le cause che la inducono al ricorso all\u2019aborto. <\/em>In base alla legge 405\/\u201975 istitutiva, i consultori non sono un poliambulatorio, n\u00e9 tanto meno un presidio sanitario!<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2017 alla regione Lazio fermai un tentativo simile: con un\u2019interrogazione urgente a risposta immediata chiamai il presidente Zingaretti in aula a rispondere della sua decisione di istituire un tavolo per avviare la distribuzione dell\u2019RU486 nei consultori. La maggioranza tent\u00f2 a lungo di procrastinarne la messa all\u2019ordine del giorno del Consiglio, finch\u00e9, convincendo l\u2019intera minoranza attraverso la distribuzione di un\u2019accurata documentazione scientificamente e antropologicamente fondata, in capigruppo dichiarai che avremmo fermato i lavori del Consiglio se non si fosse calendarizzata l\u2019interrogazione. Funzion\u00f2 e in aula Zingaretti dovette fare marcia indietro.<\/p>\n<p>Bisogna dunque accendere un faro su quanto si sta facendo nell\u2019ombra di un agosto impegnato sull\u2019emergenza Covid. Bisogna agire sui presidenti di regione, sui parlamentari, sul governo affinch\u00e9 non si dia seguito a questa scellerata scelta, dettata da ignoranza e ideologia.<\/p>\n<p>E non perch\u00e9 siamo cattolici, ma perch\u00e9 rispettiamo la vita, la scienza, le donne.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019RU486 si \u00e8 rivelata sin da subito una pratica non solo di \u00ababorto fai-da-te\u00bb, chiunque, comunque e dovunque, ma anche di \u00abregione fai-da-te\u00bb, con le conseguenze che tutti abbiamo sotto gli occhi e non c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019uso della RU486 presenta diversi punti di incompatibilit\u00e0 con la legge 194\/78, che ha legalizzato l\u2019aborto in Italia. Nell\u2019analizzarne i numerosi termini di conflitto, <em>non possiamo per\u00f2 mai dimenticare l\u2019oggettiva, profonda iniquit\u00e0 di tale legge<\/em>, poich\u00e9 \u00e8 sottile, ma reale, il rischio che, evidenziando gli aspetti violativi della norma nell\u2019uso della pillola abortiva, surrettiziamente avalliamo la bont\u00e0 della legge, che, invece, non possiamo mai smettere di contrastare.<\/p>\n<p>La richiesta di \u00abricovero ordinario\u00bb dell\u2019allora ministro del welfare, Sacconi, all\u2019Aifa, a conclusione dell\u2019indagine conoscitiva avviata dalla Commissione sanit\u00e0 del Senato, ricevette una pilatesca risposta; l\u2019Aifa, infatti, facendosi scudo delle sue competenze \u00ablimitate al regime di fornitura\/modalit\u00e0 di dispensazione del farmaco\u00bb rimand\u00f2 \u00aballe autorit\u00e0 competenti l\u2019emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi\u00bb per garantire \u00abil pieno rispetto della legge 194 nonch\u00e9 l\u2019osservanza sul territorio delle modalit\u00e0\u00bb. Di fatto venne rimandato alle regioni \u00able disposizioni per il corretto percorso di utilizzo clinico del farmaco\u00bb. Sorge spontanea una domanda: ma non dovrebbe essere proprio l\u2019Aifa, organismo pubblico, ad esercitare, tramite monitoraggi continui, attivit\u00e0 di farmaco-vigilanza? E come pensa di svolgere questo compito, visto che lo ha scaricato \u00a0alle regioni?<\/p>\n<p>Le affermazioni dell\u2019Aifa insomma non diedero rassicurazioni riguardo al fatto che l\u2019intero iter abortivo fosse ospedaliero, in quanto non fu previsto regime di ricovero ordinario e si comprese subito che, ineluttabilmente, le esigenze economiche delle strutture sanitarie avrebbero\u00a0 condizionato non poco le procedure: nella prassi alla donna, dopo l\u2019assunzione della prima pillola,\u00a0 veniva gi\u00e0 comunque proposto di firmare un foglio di dimissioni e andarsene a casa, senza ricorrere a un ricovero in ospedale, (che potrebbe durare dai tre ai quindici giorni). In piena violazione \u00a0della legge 194.<\/p>\n<p>La legge 194 prevede infatti che l\u2019intero iter abortivo si svolga in ospedale, l\u2019RU486 va esattamente nella direzione opposta: \u00e8 stata infatti pensata proprio per abortire a casa, senza il ricovero ospedaliero. Nel 2004 in Francia \u00e8 stato autorizzato l\u2019uso privato della pillola abortiva, acquistabile in farmacia, senza dunque obbligo di ricovero ospedaliero. \u00a0Primo passo verso il destino per cui la pillola \u00e8 stata voluta.<\/p>\n<p>Chi ha voluto la 194 affermava che la finalit\u00e0 (rivelatasi poi assolutamente fallita) era sottrarre l\u2019aborto alla clandestinit\u00e0, renderlo un problema sociale, addirittura a carico del Servizio sanitario nazionale. Non ancora soddisfatti delle menzogne propinate durante la campagna referendaria sulla fecondazione artificiale, i fautori dell\u2019aborto \u00abfai-da-te\u00bb continuando a mentire, affermando che l\u2019RU486 \u00e8 per la donna meno traumatica dell\u2019aborto chirurgico, hanno aperto di fatto la strada a una nuova clandestinit\u00e0: la donna abortisce nella clandestinit\u00e0 pi\u00f9 atroce: nel bagno di casa. Da sola.<\/p>\n<p>Nella sua profonda ipocrisia, comunque, la 194 specifica che la donna prima di abortire si sottoporr\u00e0 ad un colloquio \u00abteso a rimuovere le cause che la inducono al ricorso all\u2019aborto\u00bb e che verr\u00e0 invitata a ripensarci per una settimana. Ovvio che questo pur flebile tentativo non \u00e8 contemplato con l\u2019RU486.<\/p>\n<p><strong>Una vera emergenza educativa<\/strong><\/p>\n<p>Ripercorrendo l\u2019inarrestabile cammino della RU486 nel mondo, sono, penso, evidenti, oltre che gli aspetti ideologici, le logiche di lucro sottostanti. Sulla pelle dei pi\u00f9 deboli: il bambino e\u00a0la donna, la quale, tra l\u2019altro, \u00e8 costretta a firmare un foglio di consenso informato per cui, qualora l\u2019aborto chimico non riuscisse (accade nell\u20198% dei casi per l\u2019assunzione della pillola entro i primi 49 giorni e sale fino al 23% nei successivi 14 giorni) \u00e8 costretta a sottoporsi obbligatoriamente all\u2019aborto chirurgico. In pratica, per evitare rischi di denunce per nascite di bambini malformati, non le \u00e8 consentito cambiare idea. E ancora, nessuno dei suoi fautori sembra ricordare che, negli anni Ottanta, si svolse un congresso internazionale dei movimenti femministi per la salute della donna, nel quale fu elaborato un documento in cui si condannava l\u2019utilizzo di sostanze chimiche a scopo abortivo. In nome della tutela della salute della donna.\u00a0 Che \u00e8 successo alle femministe? Accecate dall\u2019ideologia hanno dimenticato la salute della donna? In realt\u00e0 io penso che molte di loro non l\u2019abbiano mai avuta veramente a cuore, perch\u00e9 \u00e8 un dato inoppugnabile che nell\u2019aborto le vittime sono sempre due: il bimbo e la mamma. (e certo, quando c\u2019\u00e8, anche il pap\u00e0).<\/p>\n<p>Probabilmente questo cammino di morte proseguir\u00e0 ancora prima di poter essere materialmente arrestato, ma credo che molto potremo fare attraverso la diffusione di informazioni chiare e corrette, di assoluto rigore scientifico, attraverso la formazione e la sensibilizzazione dell\u2019opinione pubblica, risvegliando le coscienze di tutte le persone intellettualmente oneste.<\/p>\n<p>Ogni anno nel mondo si effettuano 53 milioni di aborti: ovvero ogni anno abbiamo annualmente un numero di vittime pari a quelle provocate dall\u2019intera Seconda guerra mondiale. In Europa sono annualmente circa 1 milione e duecentomila le vittime di aborto, in Italia circa 150.000 l\u2019anno (da quando \u00e8 stata approvata la legge 194, cinque milioni: pari a circa l\u2019intera popolazione residente nel Lazio), nel Lazio ogni anno sono circa 16.000, di cui 15.000 a Roma. Non \u00e8 un elenco di cifre: dietro ogni numero c\u2019\u00e8 un bambino, una bambina cui \u00e8 stato impedito di nascere, una donna che porter\u00e0 per sempre una tristezza nel cuore, una societ\u00e0 che ha smarrito lo spirito di umanit\u00e0 e il senso della solidariet\u00e0 verso i suoi figli pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 fragili\u2026<\/p>\n<p>Non avrebbe pi\u00f9 senso, non sarebbe pi\u00f9 umano tentare di fermare questa strage? Con politiche di effettiva tutela sociale della maternit\u00e0, di sostegno alla famiglia, di vere pari opportunit\u00e0 a nascere e a vivere, anzich\u00e9, deresponsabilizzandosi, gettare tutto il peso sulla donna e, ancor peggio, di fronte alla sua richiesta di aiuto, mandarla a casa con una pillola assassina in tasca, lasciandola ancora pi\u00f9 drammaticamente sola? Penso dovremmo spostare il dibattito da \u00ababorto chirurgico o chimico?\u00bb a \u00abcome fermare il dramma dell\u2019aborto?\u00bb. \u00c8 evidente, infatti, che il problema, oltre che nascondere risvolti ideologici ed economici, investe profondamente gli aspetti culturali, educativi e, fondamentalmente, la questione antropologica. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro che tutte le azioni umane, in ambito giuridico, economico, sociale, culturale e politico scaturiscono da una precisa visione antropologica, da una precisa domanda: chi \u00e8 l\u2019uomo?<\/p>\n<p>Il valore della sua vita, la sua incommensurabile dignit\u00e0, possono essere assoggettati a opinioni mutabili nel tempo, a logiche utilitariste, a temporanee maggioranze politiche o rappresentano realmente <em>principi non negoziabili<\/em>, per tutti, perch\u00e9 profondamente umani e scaturiti dal diritto naturale? Anche questa \u00e8 <em>emergenza educativa<\/em>.<\/p>\n<p><strong>\u00abCi alzeremo in piedi\u00bb <em>(<\/em><\/strong><em>Giovanni Paolo II)<\/em><\/p>\n<p>Molti avranno letto o sentito dire che viene presentata come la migliore risposta per superare il dramma dell\u2019aborto chirurgico e, soprattutto, che quasi tutti i Paesi \u00abcivili\u00bb ne consentono l\u2019uso e invece l\u2019Italia, come sempre su questi temi, viene appellata come <em>arretrata, retrograda, integralista, intollerante, medioevale, vaticanista\u2026<\/em> ( ho scordato qualche epiteto?).<\/p>\n<p>Sulla questione civilt\u00e0, bisognerebbe confrontarsi pi\u00f9 seriamente su cosa veramente siano civilt\u00e0 e progresso: siamo immersi in una cultura dominante laicista, che offende la dignit\u00e0 umana, banalizza la sessualit\u00e0 e usa le sue strategie e i suoi attacchi pi\u00f9 forti proprio dove la vita umana \u00e8 pi\u00f9 debole, alle sue frontiere: all\u2019alba e al tramonto, alla vita prenatale e alla vita terminale, attacchi sferrati congiuntamente alla vita e alla famiglia. Mai come in questi ultimi anni, infatti, la questione etica del diritto alla vita e della difesa e promozione della famiglia fondata sul matrimonio sembrano essere al centro del dibattito culturale e politico di molti Paesi. In realt\u00e0 \u00e8 un dibattito solo apparente, perch\u00e9 culturalmente domina un laicismo assolutista e intollerante, che non ammette di essere contrastato e rifiuta il dialogo, accusando i cattolici di imporre la loro visione, la loro morale a chi cattolico non \u00e8.<\/p>\n<p>Si invoca lo \u00abStato laico\u00bb, dimenticando che uno Stato laico affonda le proprie radici nei diritti umani, primo tra tutti il diritto alla vita; dimenticando che il riconoscimento della famiglia quale societ\u00e0 naturale fondata sul matrimonio non \u00e8 un\u2019opinione della Chiesa, ma, oltre che appartenere alla legge morale naturale, un\u2019affermazione presente in molte costituzioni, in quella italiana esplicitata all\u2019art.29. Tale diritto, quando ad esempio trattiamo temi come la difesa della vita e della famiglia, in questa nostra epoca viene spesso negato dal laicismo imperante cui facevo prima riferimento, dal quale anzi \u00e8 spesso considerato una sorta di \u00abfissazione\u00bb dei cattolici, in cui viene, per gentile concessione, permesso di credere, purch\u00e9 privatamente, all\u2019interno delle segrete stanze dei conventi.<\/p>\n<p>Ma sono convinta che la questione etica e antropologica del diritto alla vita vada affrontata con serenit\u00e0 ma con determinazione e chiarezza. <em>Il progresso scientifico e tecnologico rispetto ai nuovi scenari, non assume il giusto significato se non si pone al centro l\u2019uomo, la persona umana<\/em>. A volte ho l\u2019impressione che tra i cattolici vi sia una sorta di \u00abcomplesso di inferiorit\u00e0 culturale\u00bb. A volte sembra che le accuse, immancabili, di essere \u00aboscurantisti, medioevali, talebani\u00bb che ci vengono rivolte quando parliamo in difesa del diritto alla vita, abbiano sortito il loro effetto intimidatorio. A chi ci accusa di essere antidemocratici perch\u00e9 imporremmo la nostra morale a uno stato laico, bisogna avere il coraggio di rispondere che il diritto alla vita non ha e non deve avere colore n\u00e9 religioso n\u00e9 politico.<\/p>\n<p>Il piccolo bambino concepito non \u00e8 un \u00abfatto politico\u00bb non \u00e8 un\u2019\u00abinvenzione della Chiesa\u00bb: \u00e8 un figlio! Il pi\u00f9 piccolo, il pi\u00f9 debole, il pi\u00f9 indifeso figlio della comunit\u00e0 umana. Ci\u00f2 premesso, il \u00abpopolo della vita\u00bb, come Giovanni Paolo II ci chiama nell\u2019<em>Evangeli vitae<\/em>, \u00e8 chiamato per\u00f2 a una testimonianza pi\u00f9 forte. Come rassegnarsi di fronte ai <em>53 milioni di aborti all\u2019anno nel mondo<\/em>? Chi, se non il popolo della vita, potr\u00e0 essere la voce di chi non ha voce, del pi\u00f9 piccolo dei nostri fratelli, che, nei Paesi in cui \u00e8 permesso, rischia di essere vivisezionato, gettato in uno scarico, buttato in un lavandino se, malauguratamente \u00abnon perfetto\u00bb, considerato non degno di vivere, in quanto la sua \u00abqualit\u00e0 di vita\u00bb sarebbe inaccettabile?<\/p>\n<p>Mi piace qui ricordare una grande donna: Madre Teresa di Calcutta, la quale, nel ricevere il Premio Nobel per la pace, nel suo discorso a tutti i governanti del mondo, afferm\u00f2 \u00abQuale pace se non salviamo ogni vita? L\u2019aborto \u00e8 la pi\u00f9 grande minaccia alla pace nel mondo, perch\u00e9 se permettiamo ad una madre di uccidere il proprio figlio, chi potr\u00e0 impedire me e te dal farlo reciprocamente?\u00bb. I santi hanno sempre le idee chiare, costruiscono le vere civilt\u00e0, quelle che non crollano, perch\u00e9 basate sull\u2019amore.<\/p>\n<p>Ecco, questa \u00e8 la civilt\u00e0 in cui mi riconosco. Questa \u00e8 la civilt\u00e0 che milioni di persone, milioni di donne sperano per i propri figli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Olimpia Tarzia, bioeticista, Presidente del Movimento PER (Politica Etica Responsabilit\u00e0) Nell\u2019attuale situazione problematica e preoccupante dal punto di vista sanitario a causa dell\u2019emergenza Covid, il &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1142,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[103],"class_list":["post-1141","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-aborto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1141"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1160,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1141\/revisions\/1160"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1142"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}