{"id":1017,"date":"2020-05-25T09:12:58","date_gmt":"2020-05-25T07:12:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1017"},"modified":"2020-05-30T19:30:40","modified_gmt":"2020-05-30T17:30:40","slug":"verso-parrocchie-senza-preti-onlife","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/05\/25\/verso-parrocchie-senza-preti-onlife\/","title":{"rendered":"Verso parrocchie senza preti, onlife"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Fortunato AMMENDOLIA<\/em><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em>\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>\u00c8 sempre pi\u00f9 evidente che il calo numerico dei preti fa venir meno la relazione \u00abuno a uno\u00bb tra parroco e campanile e rende necessari nuovi assetti diocesani che contemplano <\/em>nuove forme di comunit\u00e0 tra parrocchie: <em>gli scenari sono regolati dal canone 517,<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a> il quale prevede comunque la presenza di un <\/em>presbitero moderatore<em> della cura pastorale. Va ribadito che ogni nuova forma di comunit\u00e0 tra parrocchie non va intesa come somma di parrocchie, ma come un <\/em>nuovo soggetto istituito per essere generativi<em>. Nella prassi pastorale occorrer\u00e0 passare dall\u2019isolamento alla condivisione, dalla dottrina alle necessit\u00e0 vitali della gente, da una Chiesa societ\u00e0 a una Chiesa comunit\u00e0 missionaria, che vede tutti i credenti come soggetti responsabili.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a> Ci si chiede: \u00abL\u2019ambiente digitale pu\u00f2 favorire questi passaggi? Come?\u00bb. Sono questi gli interrogativi a cui intendiamo rispondere. Pi\u00f9 specificamente, sono analizzate due esperienze della Chiesa locale di Padova e una della Chiesa di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, pensata nell\u2019ambito di un accordo quadro di cooperazione che la diocesi laziale ha siglato con il Centro di orientamento pastorale nel 2017. Tali esperienze si collocano nella <\/em>possibilit\u00e0 dei media digitali e sociali di funzionare come tecnologie di comunit\u00e0<em>, capaci cio\u00e8 di (ri)costruire la comunit\u00e0, attivando rapporti tra il dentro e il fuori.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a> Ciascuna esperienza ha inteso aprire spazi in cui la comunicazione nelle sue forme si riempisse di senso, nella consapevolezza che oggi la vita non \u00e8 n\u00e9 online n\u00e9 offline, ma si dispiega interamente nella continuit\u00e0 tra materialit\u00e0 e simbolica tecnologica, secondo un\u2019esperienza onlife.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Una sperimentazione di intelligenza collaborativa <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Oggigiorno, dinanzi a una questione rilevante per un\u2019organizzazione o istituzione, nessun leader o team \u2013 capace o informato che sia \u2013 \u00e8 in grado di trovare la strada giusta da seguire, in un ambiente cos\u00ec complesso e accelerato. Il vero leader \u00e8 il leader delle domande, colui che crea uno spazio per ottenere delle risposte. L\u2019intelligenza collaborativa \u00e8 un tipo d\u2019intelligenza capace di confrontarsi con altri; occorrono le conoscenze, prospettive e sforzi di pi\u00f9 persone per massimizzare le possibilit\u00e0 di andare verso il giusto. Insomma, per dirla come papa Francesco, \u00e8 quel guardare una questione nell\u2019ottica del \u00abtutto \u00e8 in relazione\u00bb, \u00abtutto \u00e8 collegato\u00bb, \u00abtutto \u00e8 connesso\u00bb, che attraversa la Laudato si\u2019. Ci\u00f2 permette al leader di valorizzare tutta la conoscenza e la volont\u00e0 che lo circondano, pur mantenendo la decisione. \u00abMa la collaborazione intelligente non si ottiene solo chiedendola, ma implementando dei processi cha la fanno accadere\u00bb (Mira, Sober\u00f2n).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Collaboratorium<\/em> \u00e8 una piattaforma web di approccio integrale alla intelligenza collaborativa.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Essa dispone di dieci modelli avanzati di deliberazione a seconda della natura della questione da affrontare, per decidere, analizzare, tracciare. Pi\u00f9 dettagliatamente, permette di: prendere una decisione specifica (s\u00ec\/no); creare un \u00abranking\u00bb \u2013 classifica \u2013 tra opzioni; ottenere suggerimenti per l\u2019azione; consultare apertamente su un particolare argomento; discutere di questioni\/sfide complesse; assegnare le risorse tra un elenco di possibilit\u00e0; prevedere le probabilit\u00e0 di insorgenza di varie opzioni; richiedere un \u00abfeedback and forward\u00bb su una iniziativa; avere traccia di un progetto; seguire\/monitorare i risultati. In <em>Collaboratorium<\/em> \u00e8 abbattuto il limite della \u00abtimeline\u00bb: da conversazioni ingestibili che seguono l\u2019ordine cronologico e dove le opinioni pi\u00f9 datate affondano, si passa a mappe di conversazioni intelligenti strutturate secondo gli obiettivi da raggiungere. <em>Collaboratorium<\/em> si attiva attraverso semplici passi: creazione della mappa delle questioni (sfide) prioritarie; scelta della squadra, cio\u00e8 delle persone giuste che dovranno partecipare alla discussione; scelta del modello di deliberazione; gestione delle dinamiche collaborative; estrazione, conclusione e decisione. Ci\u00f2 favorisce una trasformazione culturale, ovvero la creazione di un ambiente e di una cultura di collaborazione all\u2019interno dell\u2019organizzazione per la co-creazione e l\u2019impegno.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Se l\u2019intelligenza collaborativa riletta in chiave pastorale rimanda alla \u00absinodalit\u00e0\u00bb, <em>Collaboratorium<\/em> apre a una riflessione su \u00abambienti digitali\u00bb ben strutturati per la presa di decisioni nella Chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">A parlare ai partecipanti al workshop della prima sperimentazione di intelligenza collaborativa tenutasi in ambito pastorale sul territorio italiano, \u00e8 stato Paolo Zaramella, presbitero della diocesi di Padova e direttore dell\u2019Ufficio diocesano per la pastorale giovanile. Cos\u00ec si \u00e8 espresso: \u00abLa piattaforma <em>Collaboratorium<\/em> \u00e8 stata di grande utilit\u00e0 per gestire alcuni passaggi nevralgici del sinodo diocesano dei giovani, esperienza annunciata dal nostro vescovo monsignor Claudio Cipolla a Cracovia, nella Giornata mondiale della giovent\u00f9 del 2016; un\u2019indizione che ha precorso quella di papa Francesco di un sinodo mondiale dei giovani. Fin dalla fase preparatoria si era posto il problema di <em>attivare processi di coinvolgimento e orientamento<\/em>. Occorreva fare scelte operative nei confronti di un pubblico vario e poco definito, quello dei giovani tra i 18 e i 35 anni, con un\u2019attenzione a un\u2019area geografica \u2013 quella della diocesi patavina \u2013 estesa su cinque province; era inoltre vivo il desiderio di far toccare con mano ai giovani che l\u2019evento \u00absinodo\u00bb stava attivando dei processi di cambiamento che li vedevano protagonisti. L\u2019ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, nella persona del suo direttore \u2013 il presbitero Marco Sanavio \u2013, consigli\u00f2 di avvalersi delle opportunit\u00e0 del digitale, ovvero di una piattaforma di intelligenza collaborativa promossa dall\u2019associazione WeCa:<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> <em>Collaboratorium<\/em>, per l\u2019appunto. Veramente avremmo dato a tutti la possibilit\u00e0 di dire la propria in un opportuno arco di tempo, ragionando; avremmo avuto la possibilit\u00e0 di un ascolto opportunamente strutturato, che non teme distanze e non perde parole; avremmo potuto tracciare il processo di sinodalit\u00e0 in termini di scelte\u00bb. Il presbitero, scendendo nel concreto dell\u2019esperienza, ha aggiunto: \u00abLa prima fase della sperimentazione si \u00e8 tenuta nella sera del 17 febbraio del 2017. \u00c8 stata trasmessa in diretta su Blu Radio Veneto e via streaming; insieme a me, \u201con stage\u201d, l\u2019attore Gaetano Ruocco Guadagno, Andrea Scorzoni \u2013 country manager Italia di <em>Collaboratorium<\/em> \u2013 e due giovani. Attraverso la piattaforma <em>Collaboratorium<\/em> i tanti iscritti \u2013 giovani, per la maggior parte riuniti in gruppi nelle case o nelle parrocchie \u2013 hanno potuto partecipare all\u2019individuazione degli slogan da usare nella rete per pubblicizzare il sinodo diocesano nei mesi a seguire. Due i passaggi. Il primo, di definizione: \u201cCome tradurre il termine sinodo in modo che sia comprensibile da un giovane d\u2019oggi?\u201d; il secondo, di punteggio: \u201cDiamo una scala di preferenze ai termini che sono emersi\u201d. A questa prima applicazione dell\u2019intelligenza collaborativa ne sono seguite altre nel tempo del sinodo (3 giugno 2017 \u2013 19 maggio 2018), dove i giovani coinvolti dovevano esprimere alcune opinioni sul processo del sinodo cos\u00ec come lo stavano vivendo o aiutarci a individuare delle strategie per coinvolgere i coetanei lontani dalla parrocchia. La costante collaborazione di Andrea Scorzoni, con la sua competenza e professionalit\u00e0, ci ha aiutato a orientarci nella scelta dei modelli di deliberazione offerti dalla piattaforma; si sono resi pure necessari moderazione e commento dei vari interventi: in ci\u00f2, ci ha sostenuti l\u2019Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali\u00bb. Don Zaramella ha infine tracciato un bilancio dell\u2019esperienza di intelligenza collaborativa vissuta: \u00abAll\u2019immaginabile valutazione positiva da parte dei \u201ccoordinatori\u201d del sinodo, va aggiunto l\u2019entusiasmo dei giovani nel sentirsi legati in una sorta di agor\u00e0 virtuale, che ha messo in collegamento molti di loro che normalmente non riescono a parlarsi e a confrontarsi proprio per le distanze geografiche; inoltre <em>Collaboratorium<\/em> ha attivato un positivo coinvolgimento e una presa in carico di responsabilit\u00e0 e di processi di scelta e di decisione, vincendo quel pregiudizio molto diffuso negli ambienti ecclesiali per cui \u201ctanto non cambia mai niente\u201d oppure \u201ctanto io non conto niente\u201d\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Invitato a sintetizzare il nesso tra l\u2019esperienza presentata e il tema del workshop, il giovane presbitero ha espresso la sua opinione: \u00abUna piattaforma di intelligenza collaborativa contribuisce a superare i limiti delle riunioni in presenza \u2013 barriere spazio-temporali e dinamiche emotive \u2013; \u00e8 permesso il coinvolgimento sia di piccoli gruppi \u2013 come l\u2019\u00e9quipe ministeriale di parrocchie affidate a un unico presbitero \u2013 sia delle stesse parrocchie. Dalla questione presentata e sviscerata dando tempo al ragionamento, scaturiscono, e sono tracciabili, le \u201copportune\u201d scelte pastorali, che nella vita concreta saranno viste come frutto di un \u201ccammino insieme\u201d di prete e parrocchie, perch\u00e9 nulla di quanto detto \u00e8 andato perduto, tutto \u00e8 stato considerato. In quelle scelte le parrocchie si \u201criconosceranno\u201d. Per poi tornare sulla piattaforma per una verifica, che sar\u00e0 oggetto di un nuovo processo di intelligenza collaborativa. Il guadagno in termini di contributo e responsabilit\u00e0 laicale non sar\u00e0 minimo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Una scuola di preghiera a portata di click <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00abSentiamo che il Signore ci chiama a una relazione forte e significativa con lui, ma ci manca un\u2019adeguata educazione alla preghiera personale e \u2013 nonostante alcune proposte che troviamo nei percorsi esistenti \u2013 in tanti ci sentiamo lasciati soli per un cammino spirituale che possa farci incontrare il Signore e nutrirci nel quotidiano\u00bb.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> Si tratta di un passaggio della lettera dei giovani alla Chiesa di Padova, consegnata al vescovo diocesano Claudio Cipolla, a conclusione del sinodo diocesano dei giovani (3 giugno 2017 \u2013 19 maggio 2018).<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> \u00abUn passaggio che ci ha provocati\u00bb, ha detto nel workshop don Paolo Zaramella, direttore dell\u2019Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, \u00abconsapevoli che alla base dell\u2019intero testo sinodale ci sono le voci di cinquemila giovani, tra i 18 e i 35 anni, di cui almeno un migliaio dichiaratisi non credenti o non frequentanti. Di qui la proposta della scuola di preghiera online\u00bb. Ha poi ceduto la parola a don Federico Giacomin, direttore del Centro di spiritualit\u00e0 diocesana \u00abVilla Immacolata\u00bb in Torreglia e vicedirettore dell\u2019Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, che ha evidenziato come ha preso forma la propost: \u00abCi siamo interrogati \u2013 e tutt\u2019oggi ci interroghiamo \u2013 sul \u201ccosa fare\u201d per aiutare i giovani a (ri)attivare la vita spirituale. Questa, come sappiamo, ha bisogno d\u2019incontro, di guida spirituale, di partecipazione e \u201ccontatto\u201d. Di certo occorre \u201cuscire\u201d nella quotidianit\u00e0 del giovane, che \u00e8 sempre pi\u00f9 accelerata e pervasa dal digitale. Siamo consapevoli che il giovane quando accende il suo smartphone entra in un contatto che attiva una vita, che \u00e8 sicuramente sua, ma con contorni che non possiamo definire. Come immettere, allora, dentro quei canali digitali gi\u00e0 vitali per i giovani, una vita attiva spirituale atta a portare un esiguo numero di essi a un incontro con il Signore Ges\u00f9? La nostra proposta avrebbe dovuto considerare parametri di comunicazione come velocit\u00e0 e chiarezza: si \u00e8 cos\u00ec pensato a video di due o tre minuti\u00bb. Don Giacomin ha poi specificato: \u00abLa scuola di preghiera online \u00e8 costituita da <em>dodici puntate<\/em> \u2013 video, per l\u2019appunto \u2013 che a partire da luned\u00ec 17 dicembre 2018 sono stati pubblicati sul canale YouTube della diocesi con cadenza settimanale, e diffusi anche attraverso altri social. Una scuola con durata di tre mesi, quindi. Una scuola sempre pronta ad accogliere. La pubblicazione su YouTube, infatti, ha permesso e permette al giovane di iniziare il percorso al tempo ritenuto pi\u00f9 opportuno. Con un\u2019unica raccomandazione: seguire l\u2019ordine delle puntate, con fruizione a cadenza settimanale. Il percorso, infatti, attraverso esperienze basilari in progressione, costituisce l\u2019ABC della vita relazionale con il Cristo. Ogni puntata individua un <em>tratto <\/em>\u2013 aiuta a comprendere cos\u2019\u00e8 pregare \u2013 e un <em>movimento<\/em> \u2013 un piccolo esercizio dentro la confusione di ogni giorno \u2013. Il punto di partenza \u00e8 proprio quella richiesta in Luca 11,1: \u201cSignore, insegnaci a pregare\u201d; fino a passare al segno di croce fatto in modo consapevole; per entrare in una chiesa e saper contemplare il crocifisso; per arrivare a reimmaginare quel crocifisso contemplato e diventare come quel crocifisso contemplato; fino alla preghiera del cuore: \u201cSignore, figlio del Dio vivente, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u201d; con la richiesta al giovane di entrare a fine giornata in quell\u2019atto che chiamiamo \u201cesame di coscienza\u201d. Osservo che gi\u00e0 nella seconda puntata si chiede al giovane di andarsi a confessare: l\u2019alzata di scudo pu\u00f2 accadere; si sa bene, per\u00f2, che la purificazione del cuore \u00e8 uno dei primi passaggi per attivare il rapporto con il Signore. La proposta, quindi, non si abbassa al compromesso. Tutto ci\u00f2 attiva una vita concreta, non virtuale, e carica di senso l\u2019esperienza digitale\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La testimonianza della giovane studentessa in fisica Camilla Forza ha reso palese come la proposta della Chiesa patavina non sia rimasta confinata nel digitale, ma abbia generato movimenti \u00aboltre il click\u00bb. La studentessa ha detto: \u00abAll\u2019invito a partecipare<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> \u00e8 seguito un patto con me stessa: iniziare il percorso e portarlo alla fine. Ero consapevole che avrei fatto tanta fatica. D\u2019istinto, quindi, ho invitato alcuni colleghi universitari a partecipare, ad \u00abaccompagnarci\u00bb nel percorso. Condividere, anzitutto, ma anche motivarci a vicenda a compiere un passo in avanti. Un invito che da subito ha trovato piena accoglienza. Quei tre minuti di video, infatti, fanno presa sul giovane, perch\u00e9 parlano il suo linguaggio e sono fortemente inclusivi: comunicano! Il concetto di \u00abmovimento\u00bb, poi, veicola la possibilit\u00e0 di aver bisogno di un aiuto. Il \u00abmovimento\u00bb proposto, infatti, s\u2019inserisce nella quotidianit\u00e0 di ciascuno, in situazioni di vita non sempre favorevoli per la sua attuazione: ci\u00f2 d\u00e0 origine a un conflitto interiore, che va risolto. Talvolta si ha bisogno di una parola ulteriore\u00bb. Considerando la sua esperienza, la giovane ha anzitutto richiamato un suo momento di \u00abcontrasto\u00bb. Ha detto: \u00abLa decima settimana della scuola di preghiera \u00e8 di invito ad \u201callargare\u201d il nome di Ges\u00f9 riempendo le proprie giornate della lode e della gratitudine a lui, con l\u2019espressione \u201cSignore, ti lodo e ti ringrazio!\u201d. Ci\u00f2, per me, \u00e8 coinciso con la settimana in cui ho sostenuto un esame universitario che non \u00e8 andato. Come avrei potuto compiere senza forzature quel movimento proposto? Si \u00e8 trattato allora di allenare lo sguardo \u2013 quello interiore \u2013 per osservare la giornata in modo diverso e trovare motivazioni di felicit\u00e0 al di l\u00e0 dei miei principali interessi: motivazioni \u201caltre\u201d che, probabilmente, senza quell\u2019umano fallimento non avrei neanche considerato. E allora: \u201cSignore, ti lodo e ti ringrazio!\u201d. Che fatica!\u00bb. La giovane Forza, poi, ha ricordato un momento di \u00abcontrasto\u00bb vissuto da una sua amica. \u00abMi disse: \u201cHo un problema con la scuola di preghiera di questa settimana. Non mi confesso da tre o quattro anni. Davvero non riesco a dare un senso al \u2018movimento\u2019 del dovermi confessare; non rubo, non faccio niente di male\u201d. Gli risposi: \u201cGuarda che \u00e8 il momento in cui torni a volerti bene\u201d. Era bastato un video perch\u00e9 nella sua vita si riaprisse in modo prepotente la questione della confessione; ed era stata sufficiente una \u201crisposta \u2013 testimonianza\u201d di una coetanea compagna di viaggio, perch\u00e9 ritrovasse almeno una motivazione per farlo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ricentrando sul tema del workshop, don Federico ha detto: \u00abUn parroco con pi\u00f9 parrocchie che vuol (ri)attivare vita spirituale potr\u00e0 suggerire ai giovani e alle famiglie delle comunit\u00e0 affidategli di seguire la nostra esperienza: la scuola di preghiera online, come gi\u00e0 evidenziato, \u00e8 a portata di click. Potr\u00e0 anche realizzarne una simile avvalendosi della creativit\u00e0 e delle competenze digitali dei giovani. Di certo, nel suo giro \u00aba calendario\u00bb, trover\u00e0 qualcuno, com\u2019\u00e8 capitato a me e don Paolo, desideroso di confrontarsi o di vivere un momento di spiritualit\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>#ParlaGiovane e parrocchia senza preti<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00abVi presenter\u00f2 un progetto che ha preso forma nella Chiesa di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo nel tempo di Quaresima-Pasqua, in una sperimentazione di pastorale digitale pensata con il Centro di orientamento pastorale (COP), che ha inteso intrecciare le questioni della \u201ccatechesi ai giovani\u201d e quella a tema della \u201c69a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale\u201d, ovvero \u201cParrocchia senza preti. Dalla crisi delle vocazioni alla rinnovata ministerialit\u00e0 laicale\u201d\u00bb. Con queste parole, Alessandro Rea, presbitero e direttore dell\u2019Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, ha introdotto nel workshop l\u2019esperienza denominata <em>#ParlaGiovane<\/em>. Un\u2019esperienza che, secondo mons. Gerardo Antonazzo, pastore di quella diocesi, \u00abha inteso anzitutto \u201celaborare\u201d in chiave digitale questioni emerse nel sinodo dei giovani, che si ritrovano nell\u2019Instrumentum laboris, nel Documento finale, e nella Christus vivit\u00bb. Don Alessandro Rea ha precisato: \u00ab#ParlaGiovane dice appunto il <em>dare parola al giovane<\/em>, a ogni giovane. Mettersi in ascolto dei giovani, infatti, \u00e8 la prima consegna del sinodo. Proprio come nel cammino verso Emmaus (Lc 24,13-15), dove il Signore, misteriosamente, si fa prossimit\u00e0 per sempre. E di tale prossimit\u00e0 la Chiesa dovrebbe essere custode generosa e testimone appassionata. #ParlaGiovane \u00e8 aperto sia ai giovani sia agli adulti: \u00e8 esperienza, quindi, che vuol favorire <em>il dialogo tra generazioni<\/em>: la seconda consegna del sinodo. #ParlaGiovane, poi, \u00e8 un modo nuovo di mettersi in ascolto e di dialogare, ovvero \u201ctra new media e vita concreta\u201d; ed \u00e8 invito alla Chiesa a <em>parlare i linguaggi dei giovani<\/em>. Ci\u00f2 rimanda alla terza consegna del sinodo, ovvero l\u2019attenzione al mondo digitale \u2013 con le sue ricadute \u2013 e, pi\u00f9 in generale, al comunicare\u00bb. Don Alessandro \u00e8 poi entrato nel concreto dell\u2019esperienza 2019. Ha detto: \u00ab#ParlaGiovane si \u00e8 concretizzato anzitutto in una diretta streaming settimanale sul social Facebook, in ogni venerd\u00ec del tempo di Quaresima, alle 19.15. L\u2019esperienza \u00e8 stata pubblicizzata con largo anticipo avvalendosi dei social, e con il passaparola nelle scuole superiori e nelle parrocchie. In apertura di ciascuna puntata un giovane, scelto tra quelli che gi\u00e0 partecipano a percorsi di catechesi in parrocchia, ha espresso un \u201ccommento-provocazione\u201d considerando il vangelo della domenica. La scelta di affidare a un giovane l\u2019apertura di una catechesi per giovani, trova la sua motivazione nel <em>riconoscere al giovane di essere il primo evangelizzatore tra i suoi coetanei<\/em>, consegna che fu gi\u00e0 del Vaticano II (cf. Apostolicam actuositatem, 12), che Giovanni Paolo II amplific\u00f2 e che il sinodo ci ha riconsegnato. In studio, insieme con me, alcuni giovani, un altro sacerdote o una suora: al \u00abcommento-provocazione\u00bb, infatti \u00e8 sempre seguito un approfondimento in dialogo; il numero di cellulare in sovraimpressione ha permesso a giovani e adulti di interagire con lo studio via WhatsApp. Di fatto, in studio si \u00e8 cercato di essere attenti al <em>metodo del discernimento<\/em> \u2013 riconoscere, interpretare, scegliere \u2013, che ha caratterizzato il sinodo ed esige applicazione nella nostra pastorale. Per completezza evidenzio le parole chiave che hanno caratterizzato l\u2019intero percorso quaresimale. Alla domenica \u00abdelle tentazioni\u00bb \u00e8 stata associata l\u2019etichettata #bivio; alla domenica \u00abdella trasfigurazione\u00bb, l\u2019etichetta #cambiamento; alla domenica \u00abdel fico sterile\u00bb, l\u2019etichetta #fiducia; alla domenica \u00abdel Padre misericordioso e dei due fratelli\u00bb, le etichette #libert\u00e0, #perdono, #giustizia; e infine alla domenica \u00abdell\u2019adultera perdonata\u00bb, l\u2019etichetta #giudizio. Al termine del ciclo di appuntamenti quaresimali, \u00e8 circolato l\u2019invito ai parroci di riproporre nelle parrocchie, nel tempo di Pasqua, una delle cinque puntate, per una serata d\u2019incontro e di dialogo con i giovani, verso la veglia diocesana di Pentecoste. Chiaramente, tale serata si sarebbe inserita nel solco della lettera pastorale per l\u2019anno 2018-2019,<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> con l\u2019auspicio del vescovo Gerardo Antonazzo che ambienti educativi come quello della parrocchia, della scuola e dello sport entrassero in interazione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Don Alessandro Rea ha specificato: \u00abPer quanto concerne la catechesi ai giovani, il tempo di Pasqua \u00e8 stato pi\u00f9 impegnativo per cinque parrocchie della diocesi appartenenti a comuni diversi: queste hanno aderito alla sperimentazione \u201c#ParlaGiovane e parrocchia senza preti\u201d, che si \u00e8 avvalsa della piattaforma web #Giovani&amp;Chiesa<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> implementata dal COP. Antonazzo e il vescovo presidente del COP, Domenico Sigalini, hanno indirizzato ai giovani di queste parrocchie un messaggio in cui si legge: \u201cVi ringraziamo per l\u2019adesione all\u2019utilizzo della piattaforma #Giovani&amp;Chiesa [\u2026] che implementa il metodo sinodale, quello che papa Francesco chiede all\u2019azione pastorale odierna, e non solo in ambito di pastorale giovanile. Siete dunque pionieri, sperimentatori di un nuovo modo di essere Chiesa, anche nel continente digitale: un compito privilegiato. [\u2026] Una via che a partire da tracce sui cinque video del progetto #ParlaGiovane vi permetter\u00e0 di <em>ascoltare<\/em>, <em>pensare in gruppo<\/em> e <em>postare risposte espresse in <\/em>\u2018<em>linguaggio giovane\u2019<\/em>; potrete <em>confrontarvi tra parrocchie<\/em>, e anche <em>interagire con un sacerdote moderatore<\/em>. Il calo numerico dei preti, infatti, ci porta sempre pi\u00f9 ad avere un parroco per pi\u00f9 parrocchie, talvolta distanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Per questo sar\u00e0 sempre pi\u00f9 necessario avvalersi di strumenti di catechesi e dialogo a distanza, che non vogliono escludere l\u2019incontro reale, ma prepararlo o prolungarlo\u201d\u00bb.<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Alessandro Rea, tracciando un bilancio dell\u2019esperienza, conclude: \u00ab#ParlaGiovane ha permesso all\u2019apostolato biblico diocesano, al Servizio diocesano per la pastorale giovanile, all\u2019Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali e al team \u201cPastorale Ddigitale 2.0\u201d di impegnarsi \u201cinsieme\u201d: questo \u00e8 stato un primo passo rilevante. Vi \u00e8 stata poi una costante attenzione al dover \u201cparlare giovane\u201d, per non essere abbandonati nella proposta dopo una manciata di secondi. Sul fronte della \u201cparrocchia senza prete\u201d, l\u2019esperienza ha interessato e soprattutto ha aiutato a mettere in circolo il discernimento auspicato da papa Francesco, in stile di sinodalit\u00e0. Quanto \u00e8 emerso \u00e8 confluito nella veglia diocesana di Pentecoste, dove abbiamo sentito il calore della comunit\u00e0 diocesana riunita in preghiera, e del fuoco, consegnato a noi sacerdoti e ai laici adulti e giovani. Per essere corresponsabili nell\u2019annuncio del vangelo nella quotidianit\u00e0, nella cosiddetta condizione <em>onlife<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Fortunato Ammendolia, <em>informatico e animatore della comunicazione e della cultura del COP, <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>studioso di pastorale digitale, \u00absentiment analysis\u00bb in ambito religioso, intelligenza artificiale ed etica<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Canone 517 &#8211; \u00a71. Quando le circostanze lo richiedono, la cura pastorale di una parrocchia, o di pi\u00f9 parrocchie contemporaneamente, pu\u00f2 essere affidata in solido a pi\u00f9 sacerdoti, a condizione tuttavia che uno di essi ne sia il moderatore nell&#8217;esercizio della cura pastorale, tale cio\u00e8 che diriga l&#8217;attivit\u00e0 comune e di essa risponda davanti al Vescovo. \u00a72. Nel caso che il Vescovo diocesano, a motivo della scarsit\u00e0 di sacerdoti, abbia giudicato di dover affidare ad un diacono o ad una persona non insignita del carattere sacerdotale o ad una comunit\u00e0 di persone una partecipazione nell&#8217;esercizio della cura pastorale di una parrocchia, costituisca un sacerdote il quale, con la potest\u00e0 e le facolt\u00e0 di parroco, sia il moderatore della cura pastorale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Giovanni Villata, <em>Le unit\u00e0 pastorali: uno snodo fondamentale per il rinnovamento della Chiesa<\/em>, 69a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, Centro di Orientamento Pastorale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cf. Pier Cesare Rivoltella, <em>Quale presenza ecclesiale nell\u2019attuale contesto comunicativo<\/em>. <em>Atti della 71a Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana<\/em>, Roma, 21-24 maggio 2018.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. L. Floridi (a cura di), <em>The onlife manifesto. <\/em><em>Being human in a hyperconnected era, <\/em>Springer, Berlino 2015.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Piattaforma realizzata in Spagna dalla societ\u00e0 DontKnow.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Si osserva che questi modelli raccolgono il 95% delle casistiche riguardanti le deliberazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> WebCattolici Italiani (WeCa) \u00e8 un\u2019associazione costituita in Italia. L\u2019associazione \u00e8 apolitica, apartitica, non ha alcuna finalit\u00e0 di lucro ed ha il seguente scopo: offrire un punto di riferimento per i siti informatici di ispirazione cattolica, che si riconoscano nella piena comunione della Chiesa cattolica, secondo i criteri indicati dal can. 205 del Codice di diritto canonico, e ne accettino il magistero; promuovere attivit\u00e0 formative, educative e culturali, utilizzando Internet o in relazione al mondo della rete informatica, secondo i principi della morale cristiana e in ascolto del magistero della Chiesa cattolica; diffondere iniziative e proposte di carattere pastorale e culturale che favoriscano la diffusione di contenuti di fede nel World Wide Web; favorire il dialogo tra i diversi livelli delle strutture ecclesiali per l\u2019uso delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione; incoraggiare l\u2019utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione da parte delle realt\u00e0 cattoliche. (Cf. Statuto, artt.1, 3, <a href=\"http:\/\/www.weca.it\">www.weca.it<\/a>).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Sinodo dei giovani della diocesi di Padova,<em> \u00abVi ho detto queste cose perch\u00e9 la vostra gioia sia piena\u00bb<\/em> (Gv 15,11), Lettera dei giovani alla diocesi di Padova, 5.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Il testo si presenta come una risposta alla domanda del vescovo Claudio Cipolla: \u00abCosa secondo te vuole il Signore per la Chiesa di Padova?\u00bb. \u00c8 frutto del lavoro di discernimento di 160 giovani tra i 18 e 35 anni che hanno costituito l\u2019Assemblea sinodale del Sinodo dei giovani. Nella stesura del testo i giovani dell\u2019Assemblea hanno usato le parole, le espressioni, gli aggettivi che hanno letto nelle relazioni dei gruppi sinodali, in modo da dare voce ai giovani che hanno partecipato al Sinodo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La scuola di preghiera online pu\u00f2 considerarsi una \u00abscuola nella scuola\u00bb. Essa s\u2019inserisce all\u2019interno di un percorso annuale di educazione alla preghiera che il seminario maggiore diocesano cura da vent\u2019anni. La veglia di preghiera, presieduta dal vescovo diocesano, \u00e8 un momento di questo percorso. L\u2019invito di cui si parla \u00e8 stato rivolto nella veglia di preghiera tenutasi il 12 dicembre 2018.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Gerardo Antonazzo, <em>Giovani in famiglia: l\u2019orgoglio e la fatica di crescere. Tra fede e discernimento vocazionale<\/em>, Lettera pastorale per l\u2019anno 2018-2019.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> La piattaforma \u00e8 accessibile dal sito ufficiale del COP: <a href=\"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\">www.centroorientamentopastorale.it<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Le stanze attivate sulla piattaforma #Giovani&amp;Chiesa hanno visibilit\u00e0 pubblica. Per accedervi selezionare \u201cLa tua voce\u201d, e poi \u201cVoci da #ParlaGiovane 2019\u201d.\u00a0 Nelle stanze sono visibili i video di #ParlaGiovane, altrimenti fruibili dal sito ufficiale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, o dal suo canale YouTube.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fortunato AMMENDOLIA\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 sempre pi\u00f9 evidente che il calo numerico dei preti fa venir meno la relazione \u00abuno a uno\u00bb tra parroco e campanile e &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1018,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[59],"class_list":["post-1017","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-pastorale-digitale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1017"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1025,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1017\/revisions\/1025"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}