Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina, presidente del COP

Ascoltare i giovani, perché il sinodo sia per loro e con loro

Abbiamo fatto in questo tempo, in tutte le diocesi, le parrocchie, le scuole, le piazze, in convegni ad hoc, in feste e veglie, un bel lavoro per metterci in contatto soprattutto con i giovani, e offrire loro dei minimi spazi di espressione, dialogo, apprezzamento, provocazioni e proposte.

In questo spazio, fatto di schede, di cose semplici, di strumenti già collaudati con vari tipi di giovani, vengono offerti alcuni elementi non tanto in preparazione al sinodo – che è fatto da cose più serie –, ma per attivare la comunità cristiana e il mondo giovanile, per cominciare a conoscersi e presentarsi, per rompere il ghiaccio e aiutare un dialogo con loro e tra loro.

Queste schede, scaricabili dal nostro sito, sono semplici perché nascono da alcune idee semplici.

Parto da una qualsiasi riunione o serata di conferenza: dopo un intervento, magari «palloso» ­– come dicono loro –, si dà solitamente la parola con un: «Chi ha domande da fare?». Succede, nella quasi totalità dei casi, che tutti guardano in terra, in attesa che il solito dica la sua (che è sempre quella!), indipendentemente dal tema. Se poi si tratta di domande di carattere religioso, in un ambiente laico – come la scuola –, la difficoltà è ancora più alta, perché o risponde il solito che ha da scaricare i suoi veleni contro il nostro modo di proporre cose religiose, o un eroe che va a messa e che è abituato a farsi prendere in giro dai compagni.

E se invece, prima di fare proposte, potessimo aiutare i ragazzi a guardarsi dentro, a definirsi, a lavorare con rispetto sulle loro immagini, i loro atteggiamenti, le loro problematiche?

Ecco allora quattro schede, adatte a questo scopo.

La scheda n. 1: Essere giovani. Ovvero: descrizione di modi di vivere, di pensare, di essere, di desiderare.

Si deve per prima cosa consegnare a ciascuno una scheda. Le affermazioni sono numerate perché poi nel confronto ci si può riferire con il numero a una idea senza leggerla ogni volta che la si dice: basta dire il numero. Dopo aver distribuito la scheda, una copia ciascuno, si formano gruppetti da tre. Si stabilisce un tempo di lavoro, durante il quale ogni gruppetto, dopo aver letto la scheda, sceglierà le cinque affermazioni che gli sembra rappresentino maggiormente i propri amici. Alla fine, ci si riunisce nuovamente tutti insieme: uno della terna dà il risultato e deve dire soltanto i cinque numeri individuati. Grande facilità di parola! Si raccolgono nel giro di pochissimo tempo un insieme di affermazioni che si ritengono più condivise dagli amici.

A questo punto parte la discussione: «È vero? Che cosa vorresti fosse messo più in chiaro? Che cosa manca che condividete maggiormente coi vostri amici? Quali immagini, tra queste, hanno i vostri genitori di voi o sono più “creativi”? ecc.». Tutto dipende dall’obiettivo che assieme ragazzi e adulto si vuol raggiungere.

Si può utilizzare lo stesso metodo di lavoro per la scheda n. 2, Essere ragazzi e ragazze (per le medie e per le professionali), e per la scheda n. 3, Alcuni tipi di giovani che vogliamo invitare al sinodo (per giovani anche universitari e lavoratori).

L’ultima scheda (Ritratti di giovani d’oggi) è invece più orientata al discernimento, al progetto di vita, esplicitamente al tema della fede, ed esige un poco di ricerca in questo campo, anche se si è atei convinti o pratici. Il metodo potrebbe essere all’inizio molto libero; dire per esempio i tre ritratti più rappresentativi dei giovani della propria età. Oppure più personale: per quali di questi si sta transitando nella propria vita o ci si trova oggi.

Si deve fare sempre molta attenzione che i giovani non si sentano personalmente giudicati, ma solo aiutati a riflettere e a conoscersi di più.

Prima di mettersi al lavoro, propongo alcuni suggerimenti.

Utilizzare con qualche gruppo di giovani, possibilmente «non troppo frequentanti», le schede Essere giovani e Alcuni tipi di giovani che vogliamo invitare al sinodo. Lo stesso andrebbe fatto per la scheda Essere ragazzi e ragazze, avendo come target gli adolescenti, magari anche una terza media.

Sarebbe utile fare questo lavoro in scuole delle superiori dove sicuramente i ragazzi sono più rappresentativi di tutti, o in qualche scuola professionale, oppure nel bar dell’oratorio o, d’accordo col titolare, in qualche bar, offrendo un momento musicale, con gruppi di cover del posto, e un aperitivo. Nelle scuole va fatta particolare attenzione alla privacy e al parere del dirigente scolastico.

Con la scheda Ritratti di giovani d’oggi, si potrebbe andare un po’ più in profondità, lavorando con studenti o giovani che fanno gli animatori.

(tratto dal. n. 5/2017 di Orientamenti Pastorali – tutti i diritti riservati)

Prima scheda

Seconda scheda

Terza scheda

Quarta scheda